Sport su Terra

Un terreno d'allenamento fuori stagione

Quello che rende l'Elba interessante per chi corre o cammina con i bastoncini non è il chilometraggio, ma il dislivello concentrato: si parte dal livello del mare e si arriva oltre i mille metri in pochissimi chilometri di sviluppo. I sentieri sono per la maggior parte su fondo naturale, spesso tecnico, con tratti di granito levigato, gradoni di pietra e passaggi tra la macchia bassa. È il tipo di terreno che allena la caviglia e la capacità di leggere la traccia.

La Grande Traversata Elbana è la struttura portante: una sessantina di chilometri di crinale che si prestano sia a uscite lunghe che a segmenti brevi ripetuti in salita. Il nordic walking, che sull'isola ha una piccola comunità attiva, trova terreno ideale sulle carrarecce e sui sentieri a pendenza costante, dove i bastoncini lavorano davvero. Il vantaggio decisivo è climatico: qui si corre bene proprio quando altrove fa troppo freddo.

Il mare inganna sulle distanze. Un anello di dieci chilometri sull'Elba può contenere seicento metri di dislivello positivo e richiedere il doppio del tempo previsto: calcola i tempi sul dislivello, non sui chilometri.
Dove e quando

Dove allenarsi, e quando

Il versante occidentale attorno al Monte Capanne offre le salite più lunghe e continue; il crinale centrale è il terreno naturale per le uscite lunghe; le carrarecce costiere vicino a Portoferraio e Capoliveri danno anelli brevi e veloci per i giorni di scarico. La stagione buona va da ottobre a maggio, con inverno perfettamente praticabile: raramente il termometro scende sotto lo zero e i sentieri restano asciutti. In estate si esce solo all'alba.

Crinale della GTE
Il tracciato di riferimento per le uscite lunghe: sessanta chilometri divisibili in segmenti.
Salite del Monte Capanne
Dislivello continuo dal mare alla vetta: il terreno ideale per il lavoro specifico in salita.
Anelli costieri
Carrarecce e sentieri bassi vicino ai centri abitati: percorsi brevi, veloci, praticabili tutto l'anno.
Portare acqua è indispensabile anche d'inverno: le fonti lungo i sentieri sono poche e non tutte affidabili, e i tratti di crinale sono completamente esposti.
Domande frequenti

Le domande che ci fate più spesso

Si può correre all'Isola d'Elba anche d'inverno?
Sì, ed è la stagione migliore. Il clima mite e i sentieri asciutti rendono l'isola una meta di allenamento invernale, con temperature che raramente scendono sotto i dieci gradi durante il giorno. Le giornate sono corte: meglio partire presto.
Che scarpe servono sui sentieri elbani?
Scarpe da trail con tassellatura media e buona protezione della punta. Il granito levigato è scivoloso quando è umido e i tratti di pietraia sono frequenti. Le suole da strada, su questi sentieri, sono una cattiva idea.
La GTE si può correre in giornata?
Solo per atleti allenati sulle lunghe distanze: sono circa sessanta chilometri con dislivello importante e rifornimenti limitati. La maggior parte di chi la affronta correndo la divide in due o tre giornate.
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