In questo articolo
In breve
Tra fine agosto e fine settembre sopra l'Elba passano migliaia di rapaci diretti in Africa. In inverno la scena si sposta su mare e zone umide: sule, strolaghe, smerghi, aironi.
Punti chiave: saline di Portoferraio, Mola, foce di Marina di Campo, Capo d'Enfola, costa ovest.
Uscite con guida: Info Park di Portoferraio, tel. 0565 908231.
Il birdwatching all'Isola d'Elba viene associato quasi sempre alla primavera o alla migrazione dei rapaci di settembre. L'autunno inoltrato e l'inverno sono però una stagione a sé: le spiagge si svuotano, lungo le coste arrivano specie che nidificano nel Nord Europa e le zone umide attorno a Portoferraio e Porto Azzurro diventano il punto di sosta per aironi e limicoli. Ecco dove andare, cosa aspettarsi e come organizzarsi.
Perché l'Elba interessa a chi osserva uccelli
L'Elba si trova su una delle rotte con cui i rapaci europei raggiungono l'Africa. Molti scendono lungo la costa toscana fino al promontorio di Piombino e da lì attraversano il mare sfruttando le correnti ascensionali sopra Elba e Pianosa. Secondo il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, tra il 2006 e il 2016 a Pianosa ed Elba sono stati contati più di 10.000 rapaci tra la seconda metà di agosto e la seconda metà di settembre, con una media vicina ai 100 individui al giorno.
Il punto di osservazione storico è la cima del Monte Serra (422 m, Rio nell'Elba), dove il Centro Ornitologico Toscano ha condotto per anni il "Campo Rapaci": nell'edizione 2015 sono stati registrati oltre 1.400 rapaci in 25 giorni. Falco di palude e falco pecchiaiolo rappresentano circa l'80% degli avvistamenti; seguono sparviere e falco pescatore.
Cosa si vede tra novembre e febbraio
In mare e lungo la costa
- Sula: bianca con le punte delle ali nere, circa 1,80 m di apertura alare. Si osserva dalla costa per tutto l'inverno mentre si tuffa in picchiata.
- Strolaga minore e smergo minore: svernano lungo le coste elbane e a volte entrano nei porti o si avvicinano alle spiagge.
- Cormorano: svernante, in piccoli numeri; il marangone dal ciuffo invece è presente tutto l'anno.
- Gabbiano corso: simbolo del Parco e gabbiano più raro al mondo. Si riconosce dal becco rosso corallo con una banda scura.
Nelle zone umide e nella macchia
- Aironi cenerini e garzette nei bacini delle ex saline; occasionalmente fenicotteri.
- Limicoli come piro piro culbianco e pivieressa; il porciglione tra la vegetazione palustre.
- Svernanti nei giardini e negli uliveti: pettirossi e tordi.
- Stanziali di pregio: falco pellegrino sulle pareti del Monte Capanne, magnanina sarda e venturone corso alle quote più alte.
Dove andare: zone umide e promontori
Saline di San Giovanni e Schiopparello (Portoferraio)
Le antiche saline sul lato orientale della rada sono l'area umida più accessibile. Si osservano dall'esterno, con binocolo o cannocchiale: non c'è un percorso attrezzato e parte dei bacini oggi ha altri usi. Schiopparello dista circa 3 km dal porto di Portoferraio. Scheda del luogo: Saline di Schiopparello.
Mola (Porto Azzurro)
Antica zona palustre in fondo al golfo di Porto Azzurro, dove è stato realizzato un bacino di acqua dolce con il contributo del Parco e dei volontari di Legambiente. È uno dei punti dove cercare porciglione e limicoli.
Piana e foce di Marina di Campo
Nella zona della foce, alle spalle della spiaggia, la vegetazione palustre ospita specie legate all'acqua dolce. Meglio nelle prime ore del mattino, quando il passaggio di persone è minimo.
Capo d'Enfola e costa occidentale
Per il mare d'inverno servono punti alti sull'acqua: il promontorio dell'Enfola, a nord-ovest di Portoferraio, e i tratti di costa tra Chiessi, Pomonte e Patresi. Mattina presto e tardo pomeriggio sono i momenti migliori per sule, marangoni e gabbiani. Per i percorsi: sentieri e cammini dell'Elba.
Il calendario dell'anno
| Periodo | Cosa osservare |
| Marzo–maggio | Migrazione primaverile: sparvieri e poiane da marzo, falchi di palude da fine marzo, falchi pecchiaioli soprattutto a maggio; passeriformi africani. |
| Fine agosto–metà settembre | Picco del passo dei rapaci verso sud. Monte Serra e i promontori orientali sono i punti di riferimento. |
| Ottobre–novembre | Ultimi migratori, passeriformi lungo la costa ovest, arrivo dei primi svernanti nelle zone umide. |
| Dicembre–febbraio | Sule, strolaghe, smerghi e cormorani in mare; aironi e limicoli nelle saline. |
Attrezzatura, orari e comportamento
- Binocolo 8x30 o 8x40; un cannocchiale è utile per il mare e per i bacini delle saline.
- Orari: alba e tardo pomeriggio. In inverno la luce cala presto: conviene essere sul posto entro le 16.
- Abbigliamento a strati, colori neutri, scarpe da trekking: il vento da nord e da est sui promontori è frequente.
- Restare sui sentieri e sulle strade: molte aree umide sono private o recintate.
- Mantenere la distanza dagli animali in sosta: un airone che si alza in volo consuma energie preziose in inverno.
- Per uscite accompagnate: Info Park del Parco Nazionale a Portoferraio (0565 908231) o guide ambientali escursionistiche iscritte all'albo.
Organizzare il soggiorno
Le zone umide sono concentrate tra Portoferraio e Porto Azzurro, i promontori sul mare sono sparsi. In bassa stagione il trasporto pubblico ha frequenze ridotte, quindi un'auto o uno scooter rendono più semplice essere sul posto all'alba: vedi noleggio auto e scooter. Per dormire, una base a Portoferraio o nel golfo di Lacona permette di raggiungere tutti i punti citati in meno di mezz'ora: trovi le strutture aperte in dove dormire all'Elba.
In sintesi
L'autunno e l'inverno all'Elba non offrono i grandi numeri della migrazione di settembre, ma permettono di osservare specie che d'estate non ci sono, con poche persone in giro e luce bassa. Servono un binocolo, un'uscita all'alba e qualche verifica su orari e accessi prima di partire.